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NOTA STAMPA del 16 febbraio

Vizzolo Predabissi 16 febbraio 2010 - In relazione al caso della giovane paziente operata di appendicectomia la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano, dopo aver acquisito le opportune informazioni dal personale coinvolto, precisa quanto segue:

“La paziente, già giunta all’attenzione di altra struttura ospedaliera nei mesi di ottobre e dicembre 2009 per riferiti disturbi urinari è stata condotta il 13 gennaio u.s. al Pronto Soccorso pediatrico del P.O. di Vizzolo Predabissi per dolore addominale. All’ingresso presentava buone condizioni generali. E’ stata effettuata visita dello specialista chirurgo che consigliava un monitoraggio della paziente per cui si procedeva al ricovero. Visto l’esito negativo degli esami ematochimici e strumentali e il persistere della sintomatologia dolorosa addominale, in accordo con la famiglia, si è deciso per l’intervento chirurgico di appendicectomia d’elezione, ovvero programmato. Intervento eseguito in data 15 gennaio. A distanza di poche ore la paziente presentava episodi di vomito che, trattati, si risolvevano. Successivamente il personale medico ed infermieristico rilevava che la giovane paziente appariva agitata pertanto effettuava ripetuti controlli senza riscontrare elementi obiettivi significativi ad eccezione di una dolorabilità in sede di intervento. Durante la notte, persistendo il dolore addominale, la paziente veniva valutata più volte dal medico di guardia. Il giorno 16 gennaio la ragazza manifestava un quadro progressivo di insufficienza respiratoria per il quale è stato attivato un trattamento immediato e richiesto l’intervento dello specialista rianimatore.

Visto il peggiorare delle condizioni cliniche, il rianimatore provvedeva al trasferimento della giovane presso il reparto di rianimazione e iniziava la ventilazione artificiale. La TAC di controllo addominale escludeva complicanze legate all’intervento chirurgico. Di fronte ad un quadro clinico e radiologico di scompenso cardiorespiratorio ingravescente e non responsivo alle terapie in atto, si richiedeva l’intervento della terapia intensiva dell'ospedale San Gerardo di Monza, Centro di riferimento nazionale per il trattamento delle insufficienze respiratorie estreme, per l’utilizzo della circolazione extracorporea. In attesa del trasferimento la giovane ha manifestato un episodio di arresto cardiaco, tempestivamente trattato. E’ stato quindi possibile effettuare il trasferimento programmato in sicurezza.

Per approfondire il caso e capire se vi sono state criticità  nell’attuazione delle procedure, nella giornata di domani  17 febbraio come da prassi aziendale è in programma un audit clinico alla presenza di tutti gli specialisti coinvolti nel caso, del risk manager e dei referenti dell’Ufficio qualità.

 

Questa Direzione Generale, sinceramente dispiaciuta per l’evoluzione delle condizioni della paziente, sottolinea la professionalità di tutto il personale coinvolto, medico ed infermieristico, che sin dalle prime ore ha preso in carico la paziente e sempre informato la famiglia sulle scelte terapeutiche resesi necessarie. Resta il rammarico per l’impossibilità di comprendere le cause, ancora in fase di identificazione, all’origine di questa triste e drammatica vicenda”.

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